PRO LOCO CUSTONACi

 

       
     
 

 

Custonaci o Custunaci  indica un insieme di contrade rurali.

La desinenza aci o akis, di derivazione greca o sicana, lascia intendere un oggetto appuntito (toponimi delle vicinanze dove si riscontra: Sparaci, Scuraci etc.). La radice del nome potrebbe avvicinarsi al termine Kustuni, ossia roccioni ripidi. Sono state avanzate ipotesi che sia di origine bizantina o che provenga da acestachium. Il mito. Pausania, in “Descrizioni della Grecia”, racconta che: Nei luoghi del castello di Eraclea vicino al tempio di Venere ericina, il pastore Alfeo amò passionevolmente la ninfa Chustonachi, credendola la Dea Diana, che aveva visto bagnarsi nuda nelle acque di quei lidi.  

Oggi Custonaci è un insieme di 12 frazioni più il Centro Storico.

Il paesaggio di collina degrada nella baia di Cornino su cui sovrasta Cofano, il monte appuntito elevato con i due versanti dell’intera compagine protesa fino alle altezze del Monte Sparagio: una corona di grotte con altre propaggini, tutte di interesse preistorico con incisioni e depositi del Paleolitico Superiore e della Media età del Bronzo, le cave con le segherie, resti preistorici ed archeologici di varia natura come la necropoli erima del 10° secolo a.C. e l’ambiente umano che si dirama e si concentra attorno al  Santuario.

Eletta Città il 18 Novembre 2004, nasceva come primo Comune autonomo fra quelli dell’agro ericino il 3 dicembre 1948. Risalgono al 19° secolo la costruzione dei " bagghi " che testimoniano insediamenti sparsi e limitati nel tempo.

I più antichi: il Baglio Mangiapane  costruito tra il 14° ed il 17° secolo ancora abitato, ed il Baglio Vecchio costruito tra il 12° e 18° secolo ormai rudere adibito a piccola masseria.  L’attuale nucleo abitativo, si formò alla fine del 18° secolo attorno al Santuario di Maria SS, meta di pellegrinaggi e processioni di un culto mariano che affonda le sue radici a più antichi insediamenti Cristiani (mettere villa romana). La conformazione a fortezza era stata realizzata nel 1577 per difendersi dalle incursioni dei pirati. Il fiume di Custonaci (oggi denominato Forgia) costituì per lungo tempo il limite del territorio della città del Monte San Giuliano (Erice) fino all’accorpamento di 14 casali arabi abbandonati, a seguito del Privilegium attribuito a Federico II con la data 1241 e certamente accreditato nel 1392. Nelle grandi estensioni di terre del demanio della città, Sanguigno, Mocata, Li Bicci, Biro, si praticava un intenso allevamento di bestiame ed una florida pastorizia e un elenco del 1615 documenta l’esistenza di  7 feudi con  36 appezzamenti (dette parecchiate), che consentivano la coltivazione a vigneti, uliveti e cereali. Il feudo Sanguigno era quel territorio entro cui si formò nei secoli l’odierna Custonaci (parecchiate 11, salme 105.22 (ha.352.38). Aldilà, fino al 1457, c’erano luoghi diserti et selvatichi.