

Costruito nel XV - XVI (1575 - 1577) XVII ( 1627 ) - XVIII - XIX - XX si erge su un ampio scalone, al centro della cittadina in via Mons. Rizzo, al quale si accede tramite una scala a tenaglia, in pietra. Il pavimento all'esterno è tutto in pietra con ciottoli che uniti fra loro formano disegni geometrici. Nella facciata principale, con prospetto in pietra e cornice in tufo, sono inseriti il rosone ed il portale variamente lavorato in tufo, dove si apre un portone in noce del 1842. La pianta a croce romana, presenta due altari laterali, e lungo le navate fiancali si aprono due porte secondarie, sempre con portali in tufo.

Musei:
Museo Parrocchiale: annesso al santuario nella parte sinistra è ricco soprattutto di ex voto e di argenti sacri legati al culto e alla devozione degli abitanti dell’agro ericino verso Maria S.S. di Custonaci.
Non meno importante risulta la presenza in tale museo di tele raffiguranti personaggi sacri presenti prima del restauro all’interno del Santuario stesso e del prezioso quadro della Madonna.
Quadro della Madonna:
Il soggetto raffigurato nella tavola propone la Madonna in trono che allatta il Bambino. Il recente restauro ha portato alla luce l’originale decoro del manto con vasi baccellati colmi di spighe, modulo disegnativo riscontrabile nei tessuti coevi. La lettura della data, non chiara nell’ultima cifra, conferma l’ambito cronologico entro cui la tavola era stata già da tempo inserita (vedi M. G. Paolini). Circa l’autore la stretta somiglianza che si riscontra con la Madonna degli Angeli della Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis concordemente attribuita ad Antonello Crescenzio detto il Panormita, induce ad inserire nel catalogo di quest’ autore anche la tavola di Custonaci.
Arte:
Di grande interesse, e non solo per la storia locale o per quella ecclesiastica, è il patrimonio artistico di arte sacra conservato nel museo parrocchiale del Santuario Maria S.S. di Custonaci, rinomato non solo per il quadro della Madonna con bambino risalente al “1522” recentemente restaurato, ma anche per la presenza degli argenti di fattura trapanese.
Sarebbe lungo elencare tutto il patrimonio artistico che esiste,ed è fruibile ai visitatori nel territorio di Custonaci. Oltre alle opere pittoriche del La Bruna (prima metà del XVIII secolo) e al complesso scultoreo attribuito a Pietro Calamela (1756), indichiamo anche le antiche cappelle votive, testimonianza del culto fervente a Custonaci, come ad esempio la
Cappella di SANT’ALBERTO (metà del XIX secolo).
NOTE STORICO-CRITICHE
Non esistono particolari vicende legate all’immagine di S. Alberto o alla costruzione dell’edicola, tranne qualche racconto popolare, poi rivelatosi non attendibile.
L’edicola presenta una nicchia su basamento, incorniciata da due paraste scanalate sormontate da una trabeazione
In origine dentro la nicchia si conservava un quadro di S. Alberto, che venne rubato.
Il suo stato di conservazione è cattivo anche perché non è mai stata interessata da un intervento di restauro.